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Creta - Elafonisi

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Caratteristiche

Elafonisi
Distanza Km
48 km
Impegno fisicoAlto
Diff. TecnicaElevata


Elafonisi, 18 giugno 2010 

E' il giorno della grande avventura cretese;

ma lo scopriamo solo strada facendo.

L'intenzione era semplicemente quella di raggiungere la meravigliosa spiaggia di Elafonisi:

una sorta di enorme atollo tropicale, che sembra attaccato quasi per sbaglio a monti impervi e brulli.

Usciamo di buon'ora dal nuovo camping Grammeno (circa 3 km ad ovest di Paleohora) decise a verificare,lungo il percorso, se qualche cartello può chiarirci i dubbi nati dalla consultazione della cartina (rivelatasi finora poco precisa).

La mappa infatti non segna alcuna strada ma solo un sentiero (l'europeo E4). Vivi però -che prepara i nostri viaggi con cura e minuziosa attenzione ai dettagli- aveva invece scovato una relazione in cui sembrava esserci un collegamento percorribile in auto. 

Nei pressi di Koundura ecco un'indicazione: una bella scritta "Elafonisi" ci fa intendere che proseguendo sulla strada asfaltata saremmo arrivate a destinazione. come a testimoniare il fatto che la cartina non era aggiornata.

Vivi mi dice:"non vorrai mica fare la strada asfaltata in mezzo al traffico?" "Certo che no" rispondo io "non sia mai"! parole che poi ci sarebbero ritornate in mente....

Imbocchiamo quindi baldanzose il sentiero europeo E4 segnato sulla mappa molto bene, pensando che dove passa una persona, più o meno, può passarci anche una bici...

Inizialmente un paesaggio stupendo, un sentiero molto ampio e ben tenuto ci conforta e ci fa pensare di aver operato la scelta più ganza!

Arriviamo in uno dei tanti Agios (piccole chiesette) che troveremo sempre nei punti più belli dell'isola e la vista di un mare mozzafiato si confonde con la brutta sorpresa che proprio non ci aspettavamo più: il bellissimo sentiero finisce. Prosegue una semi-traccia  tra arbusti spinosi e sassi e la bici può passare solo se sollevata e spinta davanti al corpo su una ruota.

Abbiamo già fatto troppi chilometri (siamo oltre la metà del percorso di andata) e di tornare indietro non ci pensiamo proprio; tanto più che all'orizzonte si vede già benissimo la meta della nostra gita e che il sentiero ci fa passare in un tratto di costa veramente incantevole.

Il sole è forte ma l'aria che arriva dal mare ci da sollievo.

Proseguiamo sempre spingendo la bici e portandola spesso in spalla. Arriviamo ad un tratto piuttosto esposto che mi manda in crisi...non tanto per la difficoltà o pericolosità, quanto per il timore di infilarci in una situazione in cui anche tornare indietro potrebbe diventare pesante - soprattutto con la delusione di una meta non raggiunta.

Ovviamnete Vivi mi rasserena e continuiamo più pimpanti che mai!

Superiamo il tratto più  difficile dove il sentiero di fatto non c'è e ci si deve calare dagli scogli passandoci le bici.  Mi viene da cantare vittoria ma l'istinto mi dice di aspettare. infatti ci infiliamo in un dedalo da cui ne veniamo fuori solo per puro caso. Arriviamo ai piedi di una montagna imponente solcata da una strada sterrata a tornanti: non ci diciamo niente ma nelle nostre menti -non vedendo tracce di strade su nessuno degli altri rilievi circostanti- 

rimbomba il timore che quella sia l'epilogo della bella strada asfaltata lasciata a Koundura...  scopriremo poi che sarà proprio così!

Ci concediamo qualche ora da sogno nella spiaggia più bella che abbiamo mai visto.

Ma il percorso di ritorno visto sulla mappa, ancora una volta non ci convince e quindi ci rimettiamo in sella. Maciniamo la strada di ritorno che tornante dopo tornante ci porta fino a 500 mt circa di altitudine. Quando scolliniamo però non troviamo il paesaggio che ci aspettavamo. Si, il mare con il nostro camping Grammeno c'è, ma in mezzo ad avvallamenti infiniti. La strada ci porta verso nord e ancora in salita fino al paese di Sklavoupolos (700mt); nessun cartello ci conforta. La cartina imprecisa sembrerebbe dire che da li in poi ci aspetta solo discesa e asfalto ma..crederci? Io sono mezza disidratata. Non ci sono fontane ne sorgenti, sogno una bibita e mi immagino di dormire nel primo agios che incontreremo nel caso il buio ci sorprenda. Vivi invece ammira il cielo ed il tramonto e ringrazio il suo entusiasmo e il suo ottimismo che sempre mi soccorre nei momenti delicati.

Alla fine arriviamo sull'asfalto e velocemente a destinazione dopo 47 km di sviluppo (di cui quasi 10 spingendo e portando la bici in spalla), 700 mt di dislivello e tante emozioni.

Per la prima volta in bici ho provato paura: dell'imprevisto, della temperatura e -soprattutto- della sete. Sono abituata a fare i complimenti a Vivi per come scia: per la prima volta oggi le ho fatto i complimenti anche per quello che sa fare con la bici!  

 

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