St. Moritz, 7 dicembre 2009 Partiamo dal campeggio già in completa tenuta da sci. Saliamo sull'argine del fiume e, in un paesaggio da favola, cerchiamo tra gli abeti carichi di neve le indicazioni per la fermata del treno. Da buone italiane, non siamo ottimiste: come faremo a trovare delle indicazioni in un luogo tanto "wild"? E mentre finiamo di confrontare i nostri dubbi ecco una serie di cartelli precisi e ordinati proprio davanti a noi. Passiamo il fiume e contemporaneamente arriva anche il famoso BerninaExpress. E' tutto meravigliosamente irreale! Saliamo e ci dirigiamo verso St.Moritz dove gli impianti sono così tanti che non ci resterà altro che l'imbarazzo della scelta. Arriviamo in fretta purtroppo: il tragitto è molto breve e l'atmosfera in cui viaggiavamo, molto suggestiva! Per arrivare alla stazione a valle degli impianti c'è da camminare un po'. Ci aggiriamo così per le vie della città (molto "in") con gli sci super fat in spalla e un look da "yo yo sis"! Ma sarà la luce grigia che non ci accende, sarà l'atmosfera un po' retrò, sarà la troppa gente... sarà, sarà sarà... ma... Ci guardiamo e ci capiamo al volo! Riprendiamo il trenino per un tragitto più lungo: fino al passo Bernina per poi salire sulle piste -probabilmente chiuse- del Diavolezza. Soddisfatte per la scelta, viaggiamo come bambine per la prima volta in libera uscita; entusiaste e affascinate divoriamo il paesaggio a destra e a manca... Scendiamo al passo. Gli impianti sono effettivamente chiusi per manutenzione e le piste, di conseguenza, non battute. Anche qui la luce è grigia ma ... l'idea ci stuzzica e le pelli -che nel nostro zaino non mancano mai- sono sugli sci alla velocità della luce. Non sappiamo dove arriveremo, è un po' tardi per fare una scialpinistica. ma abbiamo le lai ai piedi: in meno di due ore andiamo dai 2093m della stazione a valle ai 2978 di quella a monte. Io nel finale vengo assalita da una "scimmia" alias (crisi ipoglicemica) tra le peggiori della mia lunga carriera di atleta. Stringo i denti per non perdermi niente di questo programma tanto improvvisato quanto mozzafiato. La discesa non è il massimo, vista la luce, ma dobbiamo essere comunque veloci: se perdiamo il treno è lunga nei boschi fino a Samedan.. Ce la facciamo! Anzi avanziamo anche tempo per aspettare nella piccola sala d'attesa che incredibilmente aperta "stile bivacco" ci accoglie inebriandoci di calore e incredulità per la superorganizzazione svizzera! Il treno rosso arriva. Ci sbracciamo un po'alla "moda meridionale" temendo che, magari, non ci veda e non si fermi... non sapendo le usanze preferiamo gesticolare che farcela a piedi :) Il treno è pieno di gente elegante. Ci guardano stupiti e perplessi. Salite nelle carrozze di prima classe, sfiliamo tra le due ali di folla lasciando un po' di neve qua e là... Ci sentiamo due dive si ma ... viaggiamo in seconda !!! |