Monte Cevedale (3769 m)25 aprile 2010 Venerdì 23 aprile, ore 9.30. Aeroporto di Malpensa. Il tabellone voli è tutto bello pieno. Ci avviamo al check-in con l'umore alto e già sogniamo. Per Copenaghen imbarcano. Tocca a noi; Giorgio con i nostri passaporti in mano sta parlando da un pò in modo fitto con la bella check-ina: ci avviciniamo, non capiamo cosa c'è che non va.... La notizia ci fa quasi cadere per terra. L'aeroporto di Reykjavik, oggi per la prima volta da quando è scoppiato il vulcano, oggi ripeto, E' CHIUSO! IL NOSTRO VOLO E' INCREDIBILMENTE CANCELLATO! Non ci capacitiamo!  Diecimila telefonate alla SAS, a Robert della Red House, a tutto il mondo per riuscire a trovare una soluzione. Ci dicono che possiamo volare fino a Copenaghen, ma poi non si sa per quanti giorni dobbiamo rimanerci, prima di prendere un volo per l'Islanda. Valutiamo che scialpinismo si può fare in Danimarca... Seduti e affranti, per darci la mazzata finale, chi ti arriva? Gionco e moglie, tutti belli sorridenti che partono per Tromso e,naturalmente, oggi dopo una settimana che la Norvegia era chiusa, oggi ripeto, riapre! Un dolore sordo dentro. Rientriamo a casa e appena mettiamo le mani sul pc, scriviamo a Robert. Partiremo, non sappiamo ancora la data precisa, ma partiremo. (La bella notizia è che oggi, 26 aprile, mentre scrivo, vedo la notizia che Reykjavik è ancora chiuso: ci si consola con poco ormai..!) Dobbiamo riuscire a scacciare la tristezza e la depressione e così su due piedi decidiamo di pernottare al Rifugio Larcher al Cevedale. Con Giorgio e Mauro partiamo per la Val di Pejo. La bella serata passa veloce tra chiacchere e i racconti delle tante avventure di Giorgio; al nostro tavolo si aggiunge, a sorpresa, Malusardi anche lui li ma con un altra destinazione: il Palon de la Mare. Domenica mattina con un caldo incredibile e un cielo terso, iniziamo l'ascesa al Cevedale, la cima più alta del trentino (3769m) La salita è superba: tra seracchi e un paesaggio che "inghiotte" arriviamo in cima verso le 10.30. Purtroppo solo posti in piedi, sembra di essere in centro città. Velocemente scendiamo a trovare un pò di pace e silenzio. La neve è molle ma divertente e Giorgio, il professor Giorgio Daidola, che è un grande anche nel far foto, ci immortala divinamente. Per rispetto della sua arte dobbiamo sottolineare che le foto inserite nell'album non sono le sue; quelle arriveranno al più presto. Mentre lui piega in telemark con disarmente facilità ed eleganza, noi e Mauro urliamo come pazzi, come sempre, tra curve strette e larghe... Per un giorno non abbiamo pensato alla Groenlandia, la montagna ossigena il cervello e riesce a farti vedere le cose con razionalità. Prima o poi si partirà. Forse adesso non era ancora il momento giusto.
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