Come si suol dire (?), una Pasqua coi fiocchi!
Tutto è cominciato giovedì scorso (1 aprile) quando una "Santa" perturbazione portava neve dai 1300 metri in su.
Non potevamo perderci l'occasione di sfruttare quest'ultimo colpo di coda dell'inverno.
Lasciate le pulizie di primavera a metà ( :-/ ), decidiamo di partire già nel pomeriggio alla volta del passo Brocon, dove per noi il pista/fuoripista è veramente UNICO e cosa molto importante in questi tempi, molto SICURO!
Ci accampiamo ai piedi del comprensorio, dentro il nostro ticci (westfalia T5).
Facciamo fatica a dormire bene, la paura che il vento, la pioggia ma soprattutto gli ALIENI ci rovinino tutto, ci mette ansia.
Ma al mattino quando ci svegliamo....
Tutto bianco, bianco bianco come a Natale ;-)
Non resistiamo e alle 8 in punto abbiamo già le pelli sugli sci.
Che non sia mai che qualcuno ci tocchi la NOSTRA powder, tenuta d'occhio tutta la notte.
Per l'occasione ci raggiungono anche il nostro caro amato Re, Luca e la Nives e alle 9.00 all'apertura degli impianti, iniziano le danze (rocker soprattutto, sono gli sci che compongono le curve oggi!) che avranno fine solo alle 15.00 quando non ancora sazie,siamo costrette a tornare, perchè ci sovviene che a casa la prole... :-)
Ma cosa ci resta concretamente di questo giorno?
NIENTE!!
ne una foto, ne un video potranno mai documentare il più incredibile POWDER DAY della stagione, perchè proprio non potevamo.
il nostro corpo, le nostre menti, la nostra anima era tutt'uno con la polvere, con il bosco, con i pendiii vergini,con le nostre urla di gioia. La felicità si era impossessata di noi!
Ma questa Pasqua sembrava regalarci ancora qualcosa di grande.
Ecco che la domenica una nuova intensa perturbazione, aggiunge altra neve e altro freddo.
Lunedì decidiamo così di replicare ancora al Brocon, ma questa volta gli agenti atmosferici (gli agenti sono agenti!)
vietano addirittura l'apertura degli impianti.
Un vento che tira fino a 100km orari, fa rimanere tutti a bocca asciutta.
Noi però siamo qui e di tornare a mani vuote proprio non ci stiamo.
Pelliamo e ri-pelliamo, fino alla croce del Monte Agaro (dislivello 400m): la neve nel bosco tiene bene alla prima discesa, mentre già alla seconda il sole scaldandola la rende pesante e noi preferiamo non guastarci il ricordo di quel giorno che non dimenticheremo mai!